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Rebirthing Transpersonale

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Nuova Tesi sul Rebirthing

"Scienze e Tecniche Psicologiche per l'intervento clicnico per la persona, il gruppo, le istituzioni"
di Iole Calvigioni (Rebirther della scuola A.R.A.T)

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Introduzione

Scopo di quest'elaborato è di illustrare le caratteristiche peculiari del movimento umanistico - esistenziale e del movimento transpersonale e di presentare il contributo di un autore, Ken Wilber, alla psicologia transpersonale.
Il contesto socio culturale degli Stati Uniti dalla fine degli anni '50 alla fine degli anni '70 , dove entrambi i movimenti sono nati e si sono sviluppati, ha favorito un clima di grande apertura e collaborazione nell'ambiente della ricerca scientifica, stimolata sia da un'economia che assegnava consistenti risorse economiche, sia dalla formazione di gruppi di ricerca interdisciplinare dove partecipavano esponenti di diverse discipline scientifiche: psicologia, antropologia, matematica, fisica, filosofia, neuroscienze ecc..(cap.1)
A partire dagli anni '60, infatti, il termine olistico come sinonimo di "intero" ha iniziato a diffondersi maggiormente nello studio della medicina, della psicologia, dell'ecologia ecc. divenendo principio epistemologico della scienza moderna. Utilizzando concetti analoghi quali "organismico" "integrazione", "Gestalt", la moderna teoria dei sistemi, la psicologia della Gestalt e recenti posizioni filosofiche hanno indicato, in ultima analisi, la necessità di pensare in termini di sistema di elementi in reciproca interazione e compenetrazione.
Un tale cambiamento di paradigma nel pensiero occidentale ha stimolato, conseguentemente, l'adozione di una visione olistica , un nuovo approccio allo studio dell'uomo nella direzione di una collaborazione interdisciplinare finalizzata anche a una riconciliazione tra i diversi campi del sapere.
Le scienze umane, e la psicologia in particolare, hanno per questo dovuto non solo rendersi conto, ma rendersi interpreti di questi avvenimenti e aprirsi, com'è accaduto soprattutto con la psicologia umanistica e transpersonale, ad una nuova considerazione della coscienza, che ha ampliato la via alla costruzione di quella psicologia, definita integrale, caratterizzata dal superamento del riduzionismo e dall'ampliamento del campo d'indagine anche alle dimensioni trascendenti, alla conoscenza di Sé e all'autorealizzazione.
Le ricerche scientifiche nell'ambito delle neuroscienze e gli studi sugli stati alterati di coscienza condotte negli ultimi anni hanno influenzato notevolmente la psicologia e le prospettive terapeutiche, evidenziando l'opportunità, per l'uomo contemporaneo, di trasformare radicalmente il proprio rapporto con la vita, attraverso la coltivazione dell'immenso potenziale latente e della sua completa espressione, oltre i limiti dei sistemi psicologici ordinari, modellati per lo più attraverso l'acculturazione. L'influenza di quest'ultima, infatti, sembra avere frammentato l'esperienza umana, strutturando la coscienza in modo da facilitare talune capacità adattive, inibendo però lo sviluppo di altre indicative potenzialità da sempre disponibili all'essere umano.
Più alti obiettivi terapeutici hanno stimolato così la ricerca di nuove tecniche elaborate scientificamente, alcune delle quali ispirate dagli studi di laboratorio sugli effetti conseguenti all'impiego di sostanze psicoattive (es. LSD, psilocibina, mescalina) e modellate sulla base delle antiche tradizioni sapienziali dello Yoga, del Tantrismo e del Taoismo sviluppate in modo sistematico dai primordi della civiltà sino ad oggi, prevalentemente in Oriente.
Il riconoscimento del potenziale della mente, e della possibilità di trascendere l'io, la correlazione tra lo sviluppo del sistema nervoso e i livelli di coscienza, e l'interconnessione di tutte queste dimensioni interiori ed esteriori sono le basi di una visione "Integrale".

Nel 1962, un gruppo di psicologi, sotto la guida di Abraham Maslow, fondò l'American Association for Humanistic Psychology (cap.2). Una caratteristica peculiare di questo movimento è che alla sua nascita la psicologia umanistica appare più un insieme di orientamenti che non una teoria sistematica della personalità umana e della psicoterapia.
L'orientamento psicologico inaugurato dalla psicologia umanistica accentua il carattere d'irriducibilità di ogni soggetto; le motivazioni all'azione, infatti, non sono immediatamente riducibili alle pulsioni sottostanti, ma sono promosse da valenze non quantificabili, come il bisogno di esplorazione, la creatività, la visione del mondo in cui si esprime la propria identità, la qualità di relazione con gli altri e soprattutto l'autorealizzazione che è alla base dell'interpretazione umanistica del bisogno, della motimotivazione e della personalità.
Sul piano teorico le linee orientative della psicologia umanistica sono desunte: dalla filosofia dell'umanesimo, che ha per oggetto la conoscenza dell'uomo, del suo pensiero, della sua attività spirituale e del suo comportamento attraverso i tempi; dall'esistenzialismo, che offre un'ampia descrizione delle figure dell'esistenza; dalla fenomenologia, che descrive le modalità con cui l'esistenza si declina nei fatti esperienziali, e dal pragmatismo dove l'attenzione per l'azione è correlata all'impianto motivazionale di cui Maslow rivendica l'autonomia rispetto alla dinamica pulsionale Abraham Maslow, figura centrale della psicologia umanistica, riconobbe i limiti della psicologia e della psichiatria occidentale. Il lavoro teorico di Maslow fu messo a punto anche grazie all'osservazione di soggetti eccezionalmente sani, da lui chiamati i self-actualizers (autorealizzatori), e della loro tendenza ad avere, generalmente per brevi momenti, esperienze di picco (peak-experience) spontanee, estatiche e unitive, tali da richiamare gli stati di profonda consapevolezza delle esperienze mistiche riportate e tramandateci nei secoli dalle culture, e variamente definiti come: estasi, coscienza cosmica, esperienza oceanica, Nirvana, Satori, Samadhi, beatitudine ecc.
Dall'indicazione che la salute psicologica potenziale potesse includere possibilità non ancora considerate dalla corrente principale della psicologia umanistica, fu fondata, nel 1969, negli Stati Uniti la prima associazione di Psicologia Transpersonale ,- Association Transpersonal Psycology - ad opera di personalità quali: Charlotte Buhler, Alan Watts, Arthur Koestler, Viktor Frankl, Antony Sutich, Stanislav Grof, Jim Fidiman, Carl Rogers e naturalmente lo stesso Maslow (cap.3)
Uno degli scopi del Movimento Transpersonale è l'indagine del carattere di realtà e il valore implicito in stati "altri" di coscienza, oltrepassando la convinzione che la salute mentale ottimale risieda unicamente nell'unica condizione considerata reale ravvisabile nel normale stato di veglia.
A partire da questo singolo stato, noi valutiamo e deriviamo in modo esclusivo la nostra visione del mondo; volgendosi allo studio specifico delle più alte umane potenzialità di tipo creativo, cognitivo ed etico, la ricerca transpersonale sposta il focus, dedicandosi in particolare allo studio della dimensione spirituale della coscienza analizzando, attraverso un adeguato metodo d'indagine sperimentale - che non limiti il suo obiettivo al solo criterio quantitativo, ma lo completi con il valore qualitativo dell'esperienza - altri stati di coscienza oltre la veglia quali, il sogno, il sonno e numerosi stati contemplativi.
La psicologia transpersonale subisce inoltre una forte influenza da parte delle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con la sociologia e l'antropologia. In considerazione di questo la psicologia transpersonale sembra connotarsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che, in quanto tale, travalica gli ambiti e i limiti della psicologia per contribuire alla nascita di una nuova scienza della Coscienza che assume, come schema di riferimento, la visione olistica, ecologica e sistemica della vita.
Infine, il contributo di un autore, Ken Wilber, alla psicologia transpersonale (cap.4).
La sua prima opera, Lo Spettro della Coscienza (1973), ha rivelato subito l'originalità del suo pensiero, il cui scopo ?era l'integrazione delle psicologie occidentali e orientali, dimostrando come tutte le diverse scuole di pensiero possono essere integrate in un paradigma teorico di riferimento, finalizzato alla spiegazione e comprensione del funzionamento della coscienza umana.
Ken Wilber sostiene che quest'ultima è pluridimensionale, o meglio, composta di vari livelli; che le principali scuole di psicologia, psicoterapia e religione si rivolgono ciascuna ad un livello diverso; e che queste scuole sono perciò non in contraddizione ma complementari, in quanto il loro approccio é più o meno valido e corretto limitatamente al livello di coscienza cui esse si rivolgono.
ll lavoro di Wilber ha assunto dal 1995 in poi una dimensione così vasta che trascende ormai l'ambito strettamente psicologico e transpersonale. Egli, infatti, a "transpersonale" preferisce ormai il termine "integrale". E' questa un' indicazione del fatto che il suo pensiero ha raggiunto una capacità di sintesi che abbraccia molte discipline e ambiti di ricerca. La sua genialità consiste soprattutto, a mio parere, nell'avere elaborato un metodo e un modello di conoscenza veramente olistico che riesce a rendere conto delle inesauribili interrelazioni che collegano tutti gli aspetti dell'universo, soggettivi e oggettivi, interiori ed esteriori. Un metodo integrale, dunque, e sintetico.
In questo lavoro è proposta una descrizione, inevitabilmente superficiale e non esaustiva, del pensiero e dell'opera dell'autore - che meriterebbe sicuramente una trattazione a parte.
Dal 1973 ad oggi Wilber ha scritto diciannove libri e numerosi articoli ( la maggior parte dei quali non ancora tradotti in italiano) ampliando e arricchendo il suo modello.
Nella parte finale - conclusioni - alcune riflessioni personali su quanto trattato nell'elaborato.

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